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LA TORINO NASCOSTA – Le case chiuse in città.

La schiva Torino non si è fatta di certo mancare, nella sua storia, la presenza piuttosto importante dei bordelli cittadini.

Vi erano infatti addirittura 3 tipologie di case chiuse, quelle di livello basso, medio e alto.

Il livello basso era rappresentato dal bordello di via Conte Verde (ubicato in vari stabili); nel medio si collocavano le attigue case di via Calandra (ai numeri civici 13 e 15) e di via Principe Amedeo (ai numeri civici 42 e 43); mentre al livello più alto vi erano le case di via Michelangelo, corso Raffaello e via Massena, per giungere al top di via Cellini: la casa chiusa più esclusiva di Torino.

Ma perchè a Torino già dalla fine del 1800 esisteva una così vasta e strutturata presenza di bordelli?

La ragione è da ricondursi al fatto che allora Torino era una città con numerose caserme, fonderie e fabbriche che ben presto avrebbero fatto della capitale sabauda un polo industriale di rilevante importanza internazionale.

Quando fu effettuato il censimento, nella nostra città il numero degli uomini era circa il doppio di quello delle donne!

Allo scoccare della mezzanotte tra il 19 e il 20 settembre 1958, tutti i bordelli dovevano essere sbaraccati, poiché entrava in vigore la “Legge Merlin”, approvata sette mesi prima in Parlamento.

CURIOSITA’

Per tutti, soprattutto per i giovani e i vecchi, l’importante era non fare “flanella”: se la signora si accorgeva che si era lì per girare a vuoto e guardare le ragazze, prima incitava ad andare in camera, poi passava agli insulti e alle minacce: la principale era quella del “flit!”.

Dopo le minacce (uomo avvisato mezzo salvato), la maîtresse passava infatti all’azione: i “flanellisti” sapevano che presto la luce sarebbe stata spenta e avrebbe fatto la sua apparizione il temuto flit…   Quando le luci venivano riaccese, flanellisti e perditempo si erano dileguati; purtroppo però si erano allontanati anche quei clienti che non volevano farsi impregnare del tipico profumo asperso con il vaporizzatore detto appunto flit. Profumo tipico delle case d’appuntamento. Infatti, chi si portava dietro quell’aroma aveva addosso la prova olfattiva che incontestabilmente dimostrava la sua recente frequentazione di una casa chiusa….

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